Civita Bagnoregio,Escursione Fotografica

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Quante volte avete visto in foto o in qualche spot pubblicitario questo Borgo ?? Lo spot che ricordo è quello della Marmellata Santa Rosa in onda dal 2013 ad oggi.

Lo spunto per la visita, la ristrotturazione del sito web dove pubblicherò le foto delle escursioni passate e future che andrò a fare in giro per L’Italia. Il Borgo dal paesaggio suggestivo, dista 228 Km  da Pieve A Nievole,percorribili in circa 2h 30 min.fa parte dei Borghi più belli D’Italia,definita “La città che muore“dallo scrittore Bonaventura Tecchi, che vi trascorse la sua giovinezza.Civita di Bagnoregio ha ospitato diversi set Cinematografici.

molto entusiasta prima di partire,molte deluso al ritorno, definito il paese che muore e più vivo di molti altri Italiani,dovepaghi anche lìaria che respiri, paghi 5,00 € a testa per entrare e ammirare ristoranti ,bar  e negozi di souvenir infilitai in ogni spazio disponibile,paghi se vuoi usufruire della navetta,mi domando, se per vedere esercizi commerciali devo pagare,chi entra  a Pisa  solo per vedere la Torre quanto deve pagare ??

Si trova nella valle dei calanchi, un’area situata tra il lago di Bolsena ad ovest e la valle del Tevere a est, nel comune di Bagnoregio. È costituita da due valli principali: il Fossato del Rio Torbido e il Fossato del Rio Chiaro. In origine questi luoghi dovevano essere più dolci e accessibili ed erano attraversati da un’antica strada che collegava la valle del Tevere al Lago di Bolsena.

Civita venne fondata 2500 anni fa dagli Etruschi. Sorge su una delle più antiche vie d’Italia, congiungente il Tevere (allora grande via di navigazione dell’Italia Centrale) e il lago di Bolsena.

All’antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi la porta detta di Santa Maria o della Cava, ne rappresenta quella principale, inoltre è possibile accedere a Civita dalla valle dei calanchi attraverso una galleria scavata nella roccia. La struttura urbanistica dell’intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l’uso etrusco e poi romano, mentre l’intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale. Numerose sono le testimonianze della fase etrusca di Civita, specialmente nella zona detta di San Francesco vecchio; infatti nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco vecchio è stata ritrovata una piccola necropoli etrusca. Anche la grotta di San Bonaventura, nella quale si dice che San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, che divenne poi San Bonaventura, è in realtà una tomba a camera etrusca. Gli etruschi fecero di Civita (di cui non conosciamo l’antico nome) una fiorente città, favorita dalla posizione strategica per il commercio, grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione del tempo.

Del periodo etrusco rimangono molte testimonianze: di particolare suggestione è il cosiddetto “Bucaione”, un profondo tunnel che incide la parte più bassa dell’abitato, e che permette l’accesso, direttamente dal paese, alla Valle dei Calanchi. In passato erano inoltre visibili molte tombe a camera, scavate alla base della rupe di Civita e delle altre pareti di tufo limitrofe che, nel corso dei secoli, furono in gran parte fagocitate dalle innumerevoli frane. Del resto, già gli stessi Etruschi dovettero far fronte ai problemi di sismicità e di instabilità dell’area, che nel 280 a.C. si concretarono in scosse telluriche e smottamenti. All’arrivo dei romani, nel 265 a.C., furono riprese le imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane e di contenimento dei torrenti avviate dagli etruschi.

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